Steven outdoors wearing his fedora

Chi sono

La mia storia

Trovare la mia direzione comprendendo la mia mente.

Ci sono momenti nella vita in cui una domanda cambia silenziosamente ogni cosa.

Per me, quelle domande sono arrivate attraverso il coaching ADHD.

Prima avevo già provato la psicoterapia, esplorato la terapia della Gestalt e parlato con psichiatri. Ognuno mi aveva aiutato in modi diversi, ma qualcosa restava incompleto. Comprendevo molte cose di me stesso, eppure continuavo a ritrovarmi negli stessi schemi: autocritica, frustrazione, sovraccarico e la sensazione di non riuscire a esprimere il mio potenziale.

Poi ho iniziato a lavorare con un coach ADHD.

All’inizio pensavo che il coaching riguardasse strategie e produttività. Invece mi ha invitato a guardarmi in modo diverso.

Non: “Come gestisco l’ADHD?”

Ma: “Chi sono diventato a causa del modo in cui ho vissuto l’ADHD?”

Quella domanda ha cambiato tutto.

Comprendere prima di giudicare

Rabbia

Da quando riesco a ricordare, la rabbia è stata qualcosa che portavo con me.

Da adolescente colpivo le porte con tanta forza da romperle.

Ho praticato kickboxing e altri sport di contatto, sperando di incanalare la frustrazione in qualcosa di utile.

A volte aiutava.

A volte no.

Quello che non avevo mai compreso davvero era da dove provenisse quella rabbia.

Il coaching non ha fatto sparire la rabbia.

Mi ha aiutato a comprenderla.

Comprendere qualcosa offre scelte che la semplice reazione non può offrire.

An overwhelmed adult experiencing intense anger and emotional overload

Non stavo imparando a diventare qualcun altro.

Il mio coach non mi dava risposte facili.

A volte le domande erano scomode.

A volte mi costringevano a guardare con onestà il modo in cui parlavo a me stesso, le aspettative che mi imponevo e le storie che ripetevo da anni senza mai metterle in discussione.

Non stavo imparando a diventare qualcun altro.

Stavo imparando a comprendere la persona che ero sempre stato.

Il coaching ha cambiato la mia vita. Non perché abbia risolto ogni problema, ma perché mi ha insegnato a comprendermi con curiosità invece che con critica.

Relationships

Nessuno cresce da solo

Una delle consapevolezze più difficili è stata riconoscere che l’ADHD non riguarda soltanto chi lo vive, ma anche le persone che lo amano.

Anche quando Sara capiva che la mia frustrazione non era diretta a lei, ne viveva comunque le conseguenze perché teneva a me.

Vedere una persona amata in difficoltà è un dolore particolare. Imparare a regolare le mie emozioni non era qualcosa che desideravo soltanto per me, ma anche per le persone che amavo.

Steven and Sara together, sharing a relaxed moment
Il sostegno non elimina l’ADHD. Aiuta a ridurre la vergogna che spesso gli cresce intorno.

Comprendere prima di giudicare

Uno dei motivi per cui sono diventato coach ADHD è che conosco la sensazione di passare anni chiedendosi perché la vita sembri più difficile di quanto dovrebbe.

Vivere con ADHD, autismo e discalculia ha plasmato il mio modo di vivere il mondo e anche il mio modo di lavorare con le persone.

Non considero l’ADHD qualcosa da “aggiustare”.

Non credo neppure che il successo derivi dal forzarsi di più o dal fingere che le difficoltà non esistano.

Credo invece che un cambiamento significativo inizi comprendendo come funziona la propria mente.

Quando ci comprendiamo con curiosità invece che con critica, possiamo smettere di combattere il nostro cervello e iniziare a lavorare al suo fianco.

Questa è la base di ogni mia conversazione di coaching.

Una prospettiva diversa

L’antropologia mi ha insegnato a porre domande migliori

Molto prima di formarmi come coach ADHD, ero affascinato dalle persone.

Come antropologo ho trascorso anni a esplorare il modo in cui cultura, ambiente ed esperienza vissuta plasmano il nostro pensiero, comportamento e rapporto con il mondo.

Questa prospettiva guida ancora oggi il mio coaching.

Invece di chiedere “Cosa c’è che non va in te?”, preferisco chiedere “Cosa ha plasmato il tuo modo di vivere il mondo?”.

Sono domande molto diverse.

Le risposte spesso conducono a maggiore comprensione, autocompassione e cambiamenti duraturi.

Steven writing outdoors among olive trees

Scoprire la mindfulness

Se anni fa qualcuno mi avesse detto che la mindfulness sarebbe diventata parte della mia vita quotidiana, probabilmente non gli avrei creduto.

La mia prima reazione, infatti, fu di resistenza.

Come molte persone con ADHD, pensavo che mindfulness significasse stare immobili, svuotare la mente e fermare i pensieri. Mi sembrava irrealistico, scomodo e lontano da me. Dopo un breve tentativo, ero convinto che non facesse per me.

Circa un anno dopo, qualcuno mi incoraggiò ad affrontarla diversamente.

Mi suggerì di ascoltare le meditazioni guidate di Jon Kabat-Zinn invece di cercare di capire tutto da solo.

Questa volta continuai.

Lentamente.

Pochi minuti diventarono dieci.

Dieci minuti diventarono una routine quotidiana.

La sorpresa non fu che la mia mente diventasse silenziosa.

Non lo diventò.

A cambiare fu il mio rapporto con i pensieri.

Divenni meno reattivo, più consapevole e più compassionevole verso me stesso.

Con lo sviluppo della mia pratica, iniziai a proporre brevi esercizi di mindfulness agli studenti che seguivo. Vidi studenti ansiosi diventare più calmi, più concentrati e maggiormente capaci di partecipare all’apprendimento dopo pochi minuti di radicamento.

Seeing those changes inspired me to train as a Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT) Practitioner.

Oggi il mio approccio unisce esperienza personale e pratica basata su evidenze, ispirandosi al lavoro di pionieri come Jon Kabat-Zinn e la dott.ssa Lydia Zylowska, la cui ricerca sulla mindfulness e l’ADHD adulto continua a influenzare il mio modo di fare coaching.

Per me la mindfulness non consiste nello svuotare la mente.

Consiste nell’imparare a osservarla con gentilezza.

A volte mi chiedo quanto sarebbe stata diversa la mia vita se qualcuno mi avesse posto quelle domande vent’anni prima.

Forse ci sarebbe stata meno vergogna.

Meno frustrazione.

Meno tempo sprecato nel tentativo di costringermi dentro sistemi che non erano stati costruiti per il modo in cui funzionava la mia mente.

Non lo saprò mai.

Quello che so è questo.

Il coaching ha cambiato la mia vita.

Non perché abbia risolto ogni problema.

Ma perché mi ha insegnato a comprendermi con curiosità invece che con critica.

Quell’esperienza mi ha portato a formarmi come coach ADHD.

Oggi la mia speranza è semplice.

Offrire ad altre persone la comprensione, il sostegno pratico e le conversazioni sincere che un tempo hanno cambiato la mia vita.

Il nome

Perché Good Wolf Coaching?

Il nome Good Wolf Coaching nasce da una storia che mi accompagna da molti anni.

Racconta di due lupi che vivono dentro ciascuno di noi.

Uno è guidato da paura, vergogna, rabbia e dubbio.

L’altro cresce attraverso curiosità, coraggio, compassione e speranza.

Il lupo che diventa più forte è quello che scegliamo di nutrire.

Vivere con l’ADHD significa spesso che il primo lupo ha avuto molte occasioni per crescere. Anni di incomprensione, critica e confronto possono portarci a credere storie su noi stessi che semplicemente non sono vere.

Il coaching non può cancellare il passato.

Ma può aiutarci a scegliere quale storia continuare a rafforzare.

Ogni conversazione, ogni piccolo passo e ogni momento di comprensione di sé sono un’altra opportunità per nutrire il lupo buono.

E non devi affrontare questo viaggio da solo.

Steven with a Czechoslovakian Wolfdog

Profilo professionale

Il mio percorso e la mia formazione

Accanto alla mia attività di coaching, ho trascorso molti anni nell’istruzione superiore, sostenendo studenti, facendo mentoring con persone neurodivergenti e insegnando a livello universitario e post-laurea.

Il mio lavoro unisce esperienza vissuta e formazione professionale nel coaching ADHD, nell’antropologia, nella mindfulness e nell’istruzione superiore.

Dottorato in Antropologia ambientale e Valutazione dell’impatto sociale (SIA) Master in Antropologia visuale Practitioner di Mindfulness-Based Cognitive Therapy (MBCT) In percorso verso l’accreditamento PAAC come coach ADHD Mentor nell’istruzione superiore Docente di Salute ambientale Ricercatore ed educatore

Pronto a iniziare?

Non devi avere già capito tutto prima di contattarmi.

La nostra prima conversazione è semplicemente un’occasione per esplorare dove ti trovi, dove vorresti arrivare e se sono la persona giusta per camminare al tuo fianco.

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Nutri il lupo buono e cammina al suo fianco.